Piccola guida al riconoscimento dei minerali – Seconda parte

Identificazione dei minerali sul campione a mano.

Usando i caratteri elencati nel post precedente, è possibile riconoscere molti dei principali minerali costituenti le rocce.

Esistono anche applicazioni online che semplificano il lavoro,come quella messa a disposizione dall’Imperial College di Londra

La pagina dell’Imperial College è un buon esempio dell’approccio all’analisi del minerale sul campione a mano, per passi successivi.

Detto questo, è possibile eseguire delle semplici identificazioni ricordando che la maggior parte delle rocce della crosta terrestre sono formate da sole sei specie minerali, ciascuna facilmente riconoscibile per le sue caratteristiche:

Olivina – da verde oliva a nera, traslucida, con frattura concoide (i cristalli si spezzano lungo superfici curve, come pezzi di vetro). Relativamente comune in grossi cristalli nelle rocce basaltiche, dove risaltano sul fondo scuro e opaco della massa di fondo.

Pirosseno – da verde a nero, quasi opaco, due clivaggi (tracce di frattura incrociate a circa 90°)

Anfibolo – lunghi cristalli sottili, prevalentemente neri, con due clivaggi a 60° e 120°

Feldspato – tutti i feldspati hanno 2 clivaggi a circa 90° e una durezza di circa 6. Formano circa il 60% della crosta terrestre e sono estremamente comuni. Possono mostrare vari colori, i più comuni sono bianco o rosa pallido. Un feldspato rosa pallido e senza striature è probabilmente un Ortoclasio, mentre gli esemplari con striature potrebbero essere Plagioclasio.

Mica – da semitrasparente a nera, presenta un clivaggio perfetto che porta i cristalli a scomporsi in scaglie sottili, La mica scura si chiama Biotite, mentre quella trasparente e traslucida viene di solito definita Muscovite.

Quarzo – duro, non alterato, privo di clivaggio ma con una evidente frattura concoide. I cristalli di grosse dimensioni sono esagonali,ma è molto più probabile che si trovi nella massa di fondo, inpiccoli cristalli vetrosi.

Le sei specie minerali si formano in sequenza, seguendo la successione indicata qui sopra, al raffreddamento del magma, seguendo quella che si chiama “Serie di Bowen” (che è anche influenzata dalla composizione chimica del magnma di partenza).
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Nota: la libreria online dell’Imperial College fornisce applicazioni anche per l’identificazione dei minerali in sezione sottile, al microscopio, e per l’identificazione delle rocce, tanto sul campione a mano che in sezione microscopica.

 

Davide Mana