Navigazione astronomica – prima parte

L’uso delle stelle per la navigazione – via mare e via terra – è documentato fin dall’epoca degli imperi mesopotamici, ma è probabile che si tratti di una pratica comune fin dal Neolitico, se non prima.

Spesso trattato come un argomento complicato e solo per persone che hanno studiato a lungo le costellazioni e la volta celeste, nella sua forma più elementare, l’uso delle stelle per la navigazione è molto semplice.

Quando si naviga “a vista”, si cerca un punto di riferimento univoco e facilmente riconoscibile, e lo si usa per orientarsi.
La Stella Polare rappresenta questo punto di riferimento univoco – e coincide con il nord geografico della Terra. A differenza di tutte le altre stelle nella volta celeste, appare immobile – tutte le altre stelle sembrano ruotarle attorno.

Trovare la Stella Polare non è esageratamente difficile – in una notte limpida e con minima interferenza da parte delle luci artificiali, è sufficiente localizzare l’Orsa Maggiore (che gli anglosassoni chiamano “Big Dipper”) e prolungare la linea definita dalla due stelle allineate all’estremità. L’Orsa Maggiore si sposta attraverso la volta celeste, ma si trova sempre nella stessa posizione relativa rispetto alla Stella Polare, il punto fisso attorno al quale ruota.

Dalla parte opposta dell’Orsa Maggiore rispetto alla Stella Polare si trova la costellazione di Cassiopea, che ha un andamento a zig-zag, e può aiutare, come riferimento, la Stella Polare.

L’elevazione (ovvero la distanza) fra la Stella Polare e l’orizzonte, nell’emisfero settentrionale equivale esattamente alla latitudine.
Se la Stella Polare si trova a 45° sopre l’orizzonte, la nostra latitudine è 45° nord.

come si calcola la latitudine con la stella polare
come si calcola la latitudine con la stella polare

Esistono molti metodi diversi per misurare l’elevazione di una stella rispetto all’orizzonte – e il sestante è lo strumento utilizzato per questo tipo di misurazioni, in una forma o in un altra, da tempo immemorabile.
Per via assolutamente empirica, e in maniera molto sbrigativa, è tuttavia possibile misurare l’elevazione in gradi usando un pugno.
Una mano stretta a pugno, e tenuta a braccio teso davanti a noi, equivale a circa diedi gradi di elevazione.
Possiamo quindi determinare in maniera più o meno precisa la nostra latitudine stendendo un braccio davanti a noi, con il pugno chiuso in posizione tale che appoggi sull’orizzonte, e poi verificare quanti “pugni” separano la Stella Polare dall’orizzonte.

Per fare pratica col riconoscimento delle costellazioni, è possibile utilizzare “Stellarium” – un software open source e cross-platform gratuito estremamente potente.
Stellarium è estremamente potente, e include tutte le funzioni indispensabili per l’osseervazione del cielo ad occhio nudo e con il telescopio, oltre a una vasta selezione di funzioni didattiche (come il database di costellazioni per le grandi civiltà del passato).

Davide Mana